Continua l’approfondimento sulla commissione parlamentare antimafia recentemente costituitasi. Questi i nuovi deputati presi in considerazione:
- Dep. Angela NAPOLI:
nata nel 1945 a Varallo (Vercelli), si laurea in matematica e fisica. Ex docente di ruolo e collaboratrice vicaria del preside di Istituto, diviene poi preside di scuola secondaria superiore. La Napoli riveste dal 1983 sino al 2001, la carica di consigliere per il comune di Taurianova (Rc), per il Movimento Sociale Italiano prima, ed Alleanza Nazionale poi. Ha rivestito la carica di deputato nella XII, XIII, XIV e XV Legislatura. Già componente della Commissione parlamentare antimafia per due precedenti mandati, la deputata Angela Napoli, nell’attuale governo è altresì componente della II Commissione (Giustizia).
Sempre impegnata nella lotta contro la mafia, soprattutto contro la ‘ndrangheta, per questo motivo da cinque anni è costretta a vivere sotto scorta.
Nel novembre del 2004, Angela Napoli appare nel registro degli indagati, su richiesta della Procura di Catanzaro insieme, fra gli altri, a Luigi De Magistris. La Procura indagava su presunti rapporti affaristico-politici che avevano l’obiettivo di influenzare o bloccare le inchieste sulle collusioni mafia-politica che erano condotte dal Dda di Reggio Calabria. In seguito la Napoli risultava estranea ai fatti ed a tutt’oggi adirittura è una dei pochi politici impegnati nel sostenere fortemente l’attività di Luigi De Magistris; il 22 settembre dello scorso anno, affermava
«[...] Nella stessa giornata di ieri (21 settembre 2007, nda) Mastella chiede il trasferimento in via cautelare del Procuratore di Catanzaro, Mariano Lombardi, e del sostituto Procuratore, Luigi De Magistris. Tale misura viene inspiegabilmente chiesta con provvedimento d’urgenza, e, quindi, con una eventuale adozione prima dell’esito del procedimento disciplinare già avviato. Luigi De Magistris con le sue inchieste sta tentando di svelare e perseguire il sistema di malaffare e corruzione che in Calabria tengono uniti ‘ndrangheta, politica, imprenditoria e massoneria deviata [...]»[1].
Nel 2005 blocca la bozza della relazione finale della Commissione parlamentare antimafia (allora, ne era vicepresidente), presentata da Roberto Centaro di Forza Italia (presidente della stessa Commissione). La bozza in questione, riassumeva solo in poche pagine i problemi della Calabria derivanti dalla ‘ndrangheta e su Cosa Nostra invece, insisteva sulla figura di Totò Cuffaro e del suo «impegno per la legalità e contro la presenza della mafia nell’economia, nelle istituzioni e nella società civile»; proprio mentre a Palermo si svolgeva il processo nei suoi confronti per favoreggiamento alla mafia. Ma la tesi principale esposta nella bozza, era la contrarietà al procedimento penale contro Giulio Andreotti, criticando i giudici e tralasciando o dimenticando il “piccolo particolare” emerso dalla sentenza di Cassazione, quello dei «provati rapporti di Andreotti con Cosa Nostra almeno fino al 1980». Questo si scriveva. Nonostante in cinque anni di lavori in aula, nulla era mai stato affrontato riguardo l’affaire Andreotti.
Il 05 luglio 2006, la Camera dei Deputati approva la legge di istituzione della Commissione parlamentare antimafia. La Napoli aveva presentato una sua proposta di legge[2] che prevedeva al secondo comma dell’art. 2, il divieto all’appartenzenza della commissione di qualsiasi “componente nei cui confronti sia in atto un procedimento giudiziario per reati di stampo malavitoso o contro la pubblica amministrazione”; in fase di esamina dell’articolo 2 della legge il deputato Orazio Licandro (PdCI) presenta un emendamento[3] che prevedeva stessa sorte per pregiudicati, ma per questo viene clamorosamente espresso voto contrario (21 voti favorevoli contro 421 contrari)[4].
A maggio del 2008 Angela Napoli ha presentato un progetto di legge[5] che include modifiche alla Legge n. 1423 del 27/12/1956[6] e disposizioni concernenti il divieto di svolgimento di propaganda elettorale per le persone sottoposte a misure di prevenzione, cogliendo lo spunto del giudice di Cassazione, Romano De Grazia, presidente del Centro Studi “Lazzati” di Lamezia Terme (disegno di legge “Lazzati” del 2006[7]). Il progetto è ancora in sede di verifica.
Ultimamente, Angela Napoli avrebbe lasciato AN pur rimanendo all’interno della CdL come indipendente. Fra i motivi della scelta, l’amarezza di non aver ottenuto la vicepresidenza alla commissione antimafia.[8]
- Dep. Ida D’IPPOLITO VITALE:
nata a Lamezia Terme (Cz) nel 1948, consegue la laurea in giurisprudenza e lettere antiche. Opera come avvocato e docente universitario.
Dal 1991 è consigliere (nelle fila della Democrazia Cristiana fino al 1994, quando passa con Forza Italia) nel comune di Lamezia Terme sino al 2001.
E’ eletta senatrice nel 1994 per la XII Legislatura e deputata nel 1996 per la XIII Legislatura, poi di nuovo senatrice nel 2001 e deputata nel 2006. Nel 2008 è riconfermata alla Camera per il Popolo delle Libertà.
Nell’attuale Legislazione è componente della II Commissione (giustizia), della XIII Commissione (agricoltura), della Commissione speciale per l’esame dei disegni di legge di conversione di decreti-legge, del comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione.
Già dalla precedente legislatura, oltre al resto, è stata componente della commissione parlamentare antimafia.
A Lamezia Terme il 30 marzo 2002, la D’Ippolito (allora senatrice) subì un attentato: di fronte casa sua venne rinvenuto un ordigno esplosivo, sprovvisto però di qualsiasi dispositivo elettronico che potesse innescare il congegno. Secondo le successive indagini degli inquirenti, si trattò di un avvertimento mafioso, poichè la senatrice osteggiava un’infiltrazione mafiosa nel suo partito. La polizia difatti, procedendo al sequestro degli elenchi degli iscritti alla sezione di Forza Italia di Lamezia Terme, scoprì almeno sei persone vicine al clan dei Lamentino.
Per quest’attuale legislatura, Ida D’Ippolito ha presentato in sede parlamentare una proposta di legge [9] che prevede modifiche agli artt. 143 e 144 del decreto legislativo n. 267/00; nello specifico disciplina la cessazione del sindaco dalla carica solo se sussiste responsabilità per i fatti che richiedono lo scioglimento del consiglio comunale. In più il decreto di scioglimento deve prevedere espressamente i nominativi dei responsabili che provocano lo stesso.
Altre proposte sono quelle per l’istituzione della zona franca per il comune di Gioia Tauro[10] e di un’area franca urbana nel comune di Lamezia Terme[11] (già presentate nel 1995 quando era in carica come senatrice).
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Note:
[1] ‘Ndrangheta, malaffare e corruzione opprimono la Calabria! di Angela Napoli – dal suo blog
[2] Angela Napoli, Progetto di Legge C.688 (Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari) presentato il 15/05/2006, discussa il 05/07/2006 seduta n. 19 – XV Legislatura
[3] Orazio Licandro ed altri, Emendamento n. 2.29. all’art. 2 del testo unificato della commissione – Allegato A della seduta n. 19 del 05/07/2007
[4] per approfondire si veda anche “No ai condannati in Antimafia”, pag. 26 in “Se li conosci li eviti” di M. Travaglio – P. Gomez, Chiarelettere, 2008
[5] Progetto di legge n. 825 (Modifiche alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, e altre disposizioni concernenti il divieto di svolgimento di propaganda elettorale per le persone sottoposte a misure di prevenzione) presentato il 07 maggio 2008
[6] Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità
[7] il testo della proposta di legge “Lazzati” può essere trovato qui
[8] “Considerazioni personali” di Angela Napoli
[9] Ida D’Ippolito Vitale, Proposta di Legge C. 933 (Modifiche agli articoli 143 e 144 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di scioglimento dei consigli comunali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso) presentata il 09/05/2008
[10] Ida D’Ippolito Vitale, Proposta di legge C.939 (Istituzione della zona franca di Gioia Tauro) presentata il 09/05/2008
[11] Ida D’Ippolito Vitale, Proposta di legge C.940 (Istituzione di un’area franca urbana nel comune di Lamezia Terme) presentata il 09/05/2008, in fase di assegnazione
Le foto di Angela Napoli e di Ida D’Ippolito Vitale sono state tratte dal sito della Camera dei Deputati
[Precedente: XVI Commissione parlamentare antimafia: la zona oscura? (part 2) - Fabio Granata e Amedeo Laboccetta]
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